Che Giubileo sarà?

EDITORIALE ANNO SANTO 2015-2016

giubileo 2016Apritemi le Porte della Giustizia! Con l’esclamazione di questa formula, nella mattinata di martedì 8 dicembre 2015, a cinquant’anni esatti dalla chiusura del Concilio Vaticano II e con la contemporanea apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana di San Pietro, Papa Francesco ha ufficialmente aperto l’Anno Santo Straordinario della Misericordia, da lui stesso indetto nell’aprile scorso. Il clima teso che si avvertiva nella Piazza del Colonnato, durante la Messa che ha preceduto l’apertura, introduce la prima e seguente domanda: Sarà Il Giubileo della Paura? Nel rispondere a questa domanda, fornendo le dovute rassicurazioni del caso, dovranno essere i vertici delle Forze Armate e dell’Ordine italiane che, a capo di un concertato sistema investigativo e di sicurezza, dovranno vigilare su Roma, per cielo, in terra e lungo le acque del Tevere al fine di prevenire con l’ausilio dei più sofisticati mezzi di controllo, eventuali rischi legati – sulla stregua di quanto accaduto a Parigi il 13 novembre – derivanti da possibili attentati di matrice jiadista. E in quel “Abbandoniamo ogni forma di paura”, Francesco affianca alla “Protezione di Stato”, quella Divina per l’intercessione della concomitante festeggiata Maria Immacolata della Concezione. Se questo riferimento alla stretta attualità anti-terroristica, potrebbe far da preambolo a questa Analisi Giubilare, diventa consequenzialmente doveroso soffermarsi sul significato del termine Misericordia.

In quel “Dobbiamo anteporre al giudizio la misericordia e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre alla luce della misericordia”, Francesco riporta al centro quel sentimento che dovrebbe essere generato dalla comprensione per la miseria altrui, spirituale e/o morale. E se la Misericordia fà rima con il Perdono e con la Riconciliazione con il prossimo ed in particolare con colui che è diverso, culturalmente e religiosamente, alla luce anche e sopratutto degli auguri rivolti al Papa e all’intero Cattolicesimo dalle Comunità Arabe presenti in Italia, il Giubileo della Misericordia nasce con la premessa di diventare, al tempo stesso, Ecumenico. Un’occasione che a mezzo secolo di distanza da quel Concilio che segnò l’apertura alle altre confessioni religiose, che potrebbe riproporsi per le acute tensioni internazionali e per gli strali di odio, di integralismo e di intolleranza che segnano, a partire dall’Italia, lo stato negativo dei rapporti fra le due fedi religiose precedentemente menzionate. Sarà anche il Giubileo del Perdono, nel corso del quale, l’intera Chiesa Cattolica, apostolica e romana, attuerà il suo Mea Culpa per gli errori commessi? Come per il Dialogo fra il Cattolicesimo e l’Islam e con le restanti confessioni, anche su questo versante si attendono dei gesti concreti. Solo essi potranno indicare, il 20 novembre 2016, data di chiusura dell’Anno Santo, alla domanda su ciò che sarà stato nel concreto, il Giubileo della Misericordia.

Nicola Zuccaro

1 Comment on "Che Giubileo sarà?"

  1. Bella l’immagine del mondo sorretto da mani di ogni razza… ma il bello è anche che non sarà possibile tenere in vita questo mondo se non lo sorreggiamo tutti. E’ questo il messaggio che bisogna far capire a ciascuno in ogni luogo e se non lo capiamo noi che siamo i ricchi e gli sfruttatori come possiamo pensare che interessi a chi su questa terra è nato per soffrire…

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