Il cambiamento che verrà

L’Italia dell’attesa… ecco come potrebbe essere chiamata la nostra nazione.

  • Mass media appaltati al politico per disinformare i cittadini e consegnare ai posteri una storia di loro concezione.
  • Partiti politici senza base e con il “direttivo” che si identifica in una sola persona.
  • Associazioni “culturali” che tali sono soltanto nel 20% dei casi che saltano all’occhio del politico, pronto a denigrare la loro azione.
  • Organizzare sempre le stesse cose (eufemismo) per non cambiare, affidandole a squallidi servi del potere (chi si oppone è nell’occhio del ciclone e dei “signorsì”, laddove non sia considerato un folle, poiché la mediocrità coalizzata è sempre più forte di un singolo “eroe”).
  • Presentare sempre lo stesso “pane quotidiano” come innovazione.

… ecco alcuni ingredienti “piccanti” della nostra società.

Sono sconcertato quando sento dire nei convegni di “soloni ben-pensanti” che ai giovani si debba offrire la “speranza” (poverini… sperano da quando sono nati). Non più tardi di alcuni giorni or sono un “ben-pensante” in un Teatro ha asserito che i bambini, gli adolescenti e tutti in genere abbiano bisogno di “acquietarsi” con musiche e nenie (dormi… piccino mio”… non svegliarti mai, così noi siamo liberi di fare ciò che vogliamo). … e tanti “talenti” si considerano profondi conoscitori della psiche umana, filosofi, colti e chi più ne ha più ne metta.

Tutti siamo responsabili di questo andazzo, tutti abbiamo collaborato con la nostra parte di spregevole viltà. Ognuno ha pensato a se stesso, usando un linguaggio “sociale” e “altruistico” (“la faccia sua era faccia d’uom giusto/tanto benigna avea di fuor la pelle/e d’un serpente tutto l’altro fusto” – Dante). Il vile, del resto, è spregevole in quanto è il primo ad usufruire dei progressi ottenuti dagli “Eroi”.

In TV appaiono sempre gli stessi “soloni” a dispensare le loro frustrazioni, con una “cadenza” disarmante. Parlano dei poveri giovani squattrinati i miliardari! Vermi striscianti, che sbandierano il “Patto di Stabilità” e il “Jobs-Act” come la panacea di tutti i mali. Giustificano tutto in una nazione che dovrebbe vivere di rendita, se fosse ben condotta. Territorio bellissimo, beni artistico-culturali, paesaggio incantevole e variegato… l’Italia è bella, ma chi la gestisce è “brutto” e cattivo, al punto di mettere in crisi il turismo, con una macchina burocratica assurda, con una giustizia delirante, con sovvenzioni che prendono la via di chi non produce.

Abbiamo mandato al potere una spregevole classe di parassiti, a cui, salvo rare eccezioni, si fa i leccascarpe, per la quale si nutrono delatori e segugi impenitenti.

Costoro li troveremo dovunque: negli uffici, nei rapporti di lavoro, al bar, etc. Hanno sempre ragione. Ricordo come si ribellò alcuni anni or sono un “buon lacchè” ad alcune mie osservazioni su “associazioni-mangiasoldi” e improduttive, che, a mio parere, toglievano e tolgono ad associazioni produttive e degne di attenzione.

Il “lacchè” si premurò di riferire il fatto anche ad un ex-amministratore “imbratta-facebook” e alla ribalta per le sue allucinanti contraffazioni e imbecillità.

Abbiamo strutturato l’Italia con questi “ingredienti”. Ora siamo felici del fatto che un artigiano non possa mettere piede in banca poiché sarà trattato come un appestato; che un giovane debba chiamare all’appello, il padre, la madre e i nonni ottuagenari per firmare in banca come garanti; che due terzi dei “cervelli” siano costretti emigrare.

Chi parla invece? Non queste persone (quasi tutte dignitose e “depresse”), ma i vari Renzi, Sallustio, Santanchè, Barbara D’Urso, Rutelli, D’Alema, etc., tutti personaggi con un conto in banca che irride alla crisi che viene sbandierata da loro stessi; tutte persone che pagano perfino mille euro per un pranzo o una cena. Credetemi, cari lettori, quei signori se la ridono alle spalle dei “malcapitati”. E ben per loro che non ci sia una gioventù “forte” come quella di un passato non certo remoto. Un’altra gioventù li avrebbe “defenestrati”, se non fisicamente, almeno moralmente.

Il loro linguaggio “dolce, pacato, suadente, effeminato, mite” è un costante insulto ai giovani e a quei meno giovani che sono stati gettati in mezzo alla strada senza possibilità di riprendere una vita normale. Purtroppo non sono costoro che hanno diritto a parlare e agire. Parlano e agiscono i “soloni ben-pensanti”, con i loro “programmi culturali” “mangia-moneta”, i politici che vanno a giocare tutte le sere a San Marino, Montecarlo e Las Vegas; i politici che partono in vacanza per “imbrattare” della loro presenza le bellezze del mondo; i politici e loro associati che operano iperbolici acquisti immobiliari e mobiliari; i politici che trafugano denaro verso i paradisi fiscali, grazie alla loro doppia e non raramente tripla nazionalità; gli opinionisti (?) che godono di sovvenzioni per giornali non letti e patrocinati dai Governi per inibire l’informazione, la cultura e lo sviluppo.

Da Editore ho dovuto dire mille volte ai giovani di riporre i loro libri nel cassetto: si tarpano le ali, non c’è dubbio. Ciò fa parte del “sistema”, di quel sistema che elargisce pensioni oscillanti fra 200 e centomila euro al mese, il tutto per garantire la “giustizia sociale”, il “benessere”, l’accesso al credito e preservare i “progressi” di quel Patto di Stabilità che sta divorando i piccoli Comuni, ma anche intere Regioni. Eppure le scimmie continuano a gesticolare, da abili ventriloqui con zanne e denti.

Ecco la vera faccia dei politici di alto bordo.

Pur tuttavia il popolo è responsabile: per averli eletti o sostenuti e per aver detto “implicitamente” “sì” ai loro imperi socio-economici, esattamente come il “solone”, che in un Teatro poco fa vendeva la pelle dell’agnello, dell’orso e della tigre, mentendo bene a se stesso e agli spettatori, che “si spellavano” le mani per gli applausi… la “claque”…

Eliano Bellanova