Frutti di stagione: le castagne

Per i contadini delle regioni montane la povertà alimentare fu una condizione protratta nei secoli. Gran parte della nostra penisola, dall‟Appennino modenese alla Sila, dovette fino al 1800 la sopravvivenza al castagno, non a caso battezzato come “albero del pane”. Fanno fede del primato di quel rustico alimento i moltissimi toponimi che al castagno e alle castagne si richiamano: si parte da Castagnino in provincia di Cuneo e si arriva a Castanea delle Furie nel messinese, passando per sei Castagneto (il più illustre è abbinato a Giosuè Carducci), un Castagnaro, tre Castagnole, due Castana, un Piancastagnaio e numerosi altri borghi e borghetti. Nei secoli bui attraversati dall‟Italia, quando mancavano, per ragioni di altitudine o di altro tipo, le colture cerealicole la farina di castagne sopperiva a tutte le necessità insieme agli animali da allevamento e alle risorse della pesca. Dal castagno il contadino di montagna ricavava il nutrimento in molteplici forme, dalla minestra al dolce (la popolarità del castagnaccio). La fondamentale distinzione che separa le castagne (che possono essere ovali, tondeggianti o oblunghe) dai “marroni”. Il tempo delle castagne era cominciato, secondo alcuni storici, all‟epoca delle palafitte: si vuole ma i documenti mancano, che quei lontani antenati conoscessero il sistema di seccare i frutti per conservarli. Le sagre dedicate alle castagne occupano ampio spazio nelle feste gastronomiche italiane: sono naturalmente più frequenti nei luoghi dove il frutto contenuto nel riccio rappresenta ancora una risorsa economica molto rilevante. Per esempio sul monte Amiata: ad Arcidosso si svolge il concorso gastronomico La castagna in festa. Una manifestazione analoga è organizzata a Castel del Piano, in contrada Il Poggio. Castiglione d‟Orcia in provincia di Siena, invita i buongustai a una Festa del fungo e della castagna mentre Campiglia d‟Orcia organizza una Sagra del marrone molto affollata, con rievocazione di antichi mestieri e usanze del passato.
Sempre in Toscana, sono da ricordare la Sagra di Piancastagnaio e la festa della Biondina di Roccalbegna in provincia di Grosseto con degustazione di piatti tipici a base di castagne. Manifestazioni analoghe sono programmate a Montemignaio, Stia, Talla e Castiglion Fiorentino, tutte località della provincia di Arezzo. In Abruzzo la sagra delle castagne che va per la maggiore si tiene a Carsoli. Anche ad Acerno, località dove è nato e ha vissuto la sua infanzia don Alberto, ci sono bellissimi castagneti.

Tito Colavito