Guglielmo Marconi a Bari

Nel 1971 lo storiografo e poeta Ogon, al secolo Nicola Gonnella, ha pubblicato sul “Giornale Pugliese” un articolo rivolto ai postelegrafonici della terra di Bari ricordando loro l‟opera svolta dai colleghi che agli albori del secolo ventesimo vennero distaccati presso la nascente Stazione Radio di Bari San Cataldo, e la collaborazione da loro data a Guglielmo Marconi per i collegamenti con la Stazione Radio di Antivari. Ogon ricordava anche i colleghi Francesco Gentile e Ketty Milella che lo hanno incoraggiato nella pubblicazione, fornendo particolari riguardanti la “Storia Patria” barese. Il titolo è “Quello che non tutti sanno”: GUGLIELMO MARCONI A BARI. Il 4 agosto 1904 si attendeva a Bari Guglielmo Marconi che rientrava in Italia da Antivari, dopo le prove fatte dall‟altra sponda dell‟Adriatico con la stazione Radio di San Cataldo di Bari. Il Marconi aveva prenotato il posto sul piroscafo “Barletta” della Società Puglia, ma, per una avaria alla nave, venne autorizzato ad imbarcarsi sul “Barion” della stessa società. La sagoma di questo piroscafo era caratteristica per la forma del castello poggiante sulla prora che ricordava le antiche navi dogali veneziane. In quei giorni il “Barion” si trovava ad Ancona e bisognava dirottarlo appositamente per Antivari, impiegando così parecchi giorni. Poiché allo scienziato stava a cuore rientrare il più presto possibile in Italia, si imbarcò invece sull‟ “Epiro”, un piroscafo non troppo adatto ai trasporto – passeggeri. 35

Alle ore 11 del 4 agosto 1904 Marconi sbarcava sul molo foraneo del porto di Bari. Il proprietario dell‟Hotel Cavour, il signor Viganotti lo fece prelevare in carrozza dal signor Peppino, soprannominato “Garibaldi” per la sua prestanza fisica e imponenza nella divisa, col berretto con molti fregi e con la dicitura Hotel Cavour. Il giorno dopo, Marconi recatosi a San Cataldo, ebbe nella Stazione Radio accoglienza deferente prima e poi fraterna e indimenticabile dagli impiegati delle Poste e Telegrafi centrali di Bari, lì distaccati per l‟occorrenza, i quali lo avevano coadiuvato nelle prove di ricezione e di trasmissione. Costoro erano: Pasquale Mautone di Bari, Giambattista Mitolo di Giovinazzo, Gaetano Mastromattei di Castellana Grotte e i commessi Luigi Cassano di Bari, Emanuele Milella di Bari e Vito Pietroforte di Gravina di Puglia. Marconi li ringraziò e aggiunse che mai avrebbe potuto dimenticare Bari, che dopo Pontecchio, dove egli aveva eseguito le prime prove, quando era un entusiasta ventunenne, e dopo le prime stazioni impiantate a Palmaria e a Monte Mario, gli aveva dato fiducia nella continuazione nel primo lavoro di ricerche. La stazione radio di San Cataldo doveva formare l‟orgoglio di Bari e dei baresi perché fra le prime stazioni impiantate in Italia e quindi proprio in essa il Marconi aveva compiuto degli esperimenti di grande rilievo. Nell‟anno 1911, e precisamente durante la guerra italo – turca, la stazione radio venne trasferita nella grande Torre del Faro di San Cataldo. Dopo la trasvolata di Nobile al Polo Nord e il salvataggio dei superstiti dovuto ai segnali Radio, che meravigliò ancora una volta il mondo intero, l‟Amministrazione PP.TT. concesse le medaglie d‟oro ai tre impiegati, Mautone, Mitolo e Mastromattei, denominati “radio telegrafisti” e ai tre commessi Cassano, Milella e Pietroforte che in seguito furono sostituiti con elementi militari del “Genio Telegrafisti”. Nel settembre 1951 la stazione radio passò alle dipendenze del Ministero delle PP.TT. e fu impiantata nei locali della Colonia balneare di Fesca, località poco distante da Bari. Dall‟agosto 1957 la stazione venne trasferita nei pressi della “Grotta Regina”, località di Torre a Mare. Bari ha avuto quindi l‟onore di una delle prime stazioni radio e precisamente la terza in Italia dopo Pontecchio e La Spezia, dove il 1897 trasmise i segnali alla distanza di diciotto chilometri. 36

Non lasciandosi allettare dall‟Inghilterra dove nel 1904 aveva ottenuto l‟esclusiva per la trasmissione di messaggi commerciali su navi di linea e nello stesso anno aveva inaugurato il primo servizio di agenzia giornalistica mediante telegrafia senza fili sulle navi della Canard Linee. In pieno Campidoglio, quando giunse all‟apoteosi, Marconi ebbe a dire “CIVIS ROMANUS SUM”. Nel 1909 gli fu assegnato il Premio NOBEL e quest‟anno ricorrendo il centenario sarà ricordato a Bari come “Lo scienziato che ha telecomunicato l’universo“. 

Tito Colavito